Perché rinunciare?

Mi sono sentita spesso dire ‘nel dubbio appendo solo una o due cose per non appesantire l’ambiente’.

Sono d’accordo che semplificare è una buona strada da percorrere quando si inizia a caratterizzare un ambiente ma, è pur vero che esistono modi e misure applicabili per non dover rinunciare a ciò che ci piace e vorremmo avere intorno. Oggi abbiamo sperimentato tale modalità in un appartamento che amo.

Ci troviamo in Piazza Vittorio Veneto, un bilocale al primo piano luminoso dal taglio stretto e lungo, circondato da balconi che danno su un interno cortile sobrio, silenzioso e dall’atmosfera vagamente nordica.

Abbiamo realizzato parecchi scatti, perché qui ogni angolo è talmente curato e pensato da offrire infiniti spunti.

Ho deciso però di concentrarmi su un ambiente specifico, la zona notte, proprio partendo da questo assunto: quando mi trovo ad avere ampia scelta – di temi/formati/colori – allora la tendenza sembra voler andare per sottrazione. Ovvero si è orientati a scegliere uno, due opere per non rischiare di soffocare l’ambiente.

Invece qui, proprio per l’orientamento sobrio e puntuale dei mobili, delle luci, sia naturali che artificiali, dei colori neutri, abbiamo constatato che anche la compresenza di più illustrazioni può essere un’ottima soluzione da mettere in campo.

Vediamo ora nel dettaglio cosa significa posizionare le opere in quattro punti strategici della stanza in questione: sopra una cassettiera d’angolo, in una nicchia dove è stato ricavato un punto scrivania, su una mensola lunga e stretta difronte al letto e sopra il letto stesso.

Vi accompagno ora virtualmente nell’ambiente: entrando nella stanza subito sulla destra troviamo una cassettiera color bianco e legno naturale; scegliamo volutamente a contrasto una cornice nera con un soggetto in movimento non allineato al mobile, così da sottolineare ancora di più lo spostamento delle ruote.

Ho deciso però di concentrarmi su un ambiente specifico, la zona notte, proprio partendo da questo assunto: quando mi trovo ad avere ampia scelta – di temi/formati/colori – allora la tendenza sembra voler andare per sottrazione.

“Dinamica” di Fernado Cobelo, formato 50 x 70 cm con cornice in legno nera

Proseguendo, superata la porta finestra che dà sul balcone verso il cortile troviamo in una, piccola nicchia, un angolo scrivania con al di sopra del tavolo una serie di mensole. Qui inseriamo in appoggio un soggetto che raffigura un tipico negozio parigino che con la sua grafica di impronta fumettistica ben si colloca, quasi silente, tra libri e piccoli soprammobili.

“See you in Paris” di Lucia De marco, formato 21  x 30 cm con cornice legno naturale

Sulla mensola in appoggio davanti al letto ben cinque immagini diverse, per grandezza, tema, atmosfera, volutamente a contrasto anche nei colori delle cornici perché osare si può. E in questo caso crea un punto di attenzione visiva molto forte e invita l’osservatore a scorrere i soggetti quasi come di fronte a un’esposizione.

Avevamo già fatto cenno a questo tipo di effetto: la mensola stretta e lunga conferisce all’ambiente un carattere molto specifico ottenendo un’atmosfera suggestiva, da ‘galleria d’arte’, consentendo di poter intercambiare facilmente i singoli pezzi, movimentando la visione d’insieme.

Sul letto, ultima parete, sotto una applique dal design moderno, che sottolinea maggiormente la porzione sottostante, abbiamo un’immagine iconica dal valore sociale, tanto decodificabile quanto forte a dare un’impronta essenziale e che si fa senza dubbio ricordare.

“Violence Against Women ” di Chiara Ghigliazza, formato 50×70 cm con cornice nera

Ovviamente si può pensare di eleggere a preferita anche solo una delle quattro pareti esaminate sentendosi in linea con il concetto di essenzialità di cui facevamo cenno all’inizio, ma vi abbiamo voluto dare un ampio ventaglio, con esempi alla mano, per farvi notare come la compresenza di più immagini, anche profondamente diverse, può produrre un risultato piacevole e armonico.

Quindi vi sproniamo a sperimentare e osare sulle vostre pareti perché con questo genere di opere è possibile, per la loro natura intercambiabile e per la loro caratteristica intrinseca di essere narrazione per immagine. Sono opere in grado di restituire un’impronta forte e chiara e mai banale e su questo vi invito a riflettere perché – come diceva Jonesco – la banalità è sintomo di non comunicazione e qui siamo difronte all’esatto opposto, una selezione di opere originali, a tratti singolari e a volte insolite in grado di arredare meglio di tanti altri oggetti.

Ilaria Gai | Welcome Home Immobiliare
www.welcomehome.travel

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