SPUNTI(NI)#10: GIORDANO POLONI

5 giugno 2026 - illustation

Ciao Giordano! Sei al lavoro da ore e ti si incrociano gli occhi. Che spuntino ti concedi?

Come opzioni mi concedo una focaccia, sempre che sia disponibile, se ho voglia di salato, oppure uno yogurt con gusti cremosi (malto, caffè, stracciatella) se ho voglia di dolce.

Merenda a parte, per quante ore al giorno vesti i panni dell’illustratore?

PIà o meno dalle 8/9 della mattina fino alle 19, con varie pause oltre a quella di pranzo.

Da chi hai preso spunto per il tuo primissimo disegno?

Evito di andare indietro fino all'infanzia, anche perchè non avrei un ricordo preciso, ma quando ho iniziato a disegnare, molto avanti, la primissima illustrazione che ho fatto e che ha fatto scattare la scintilla per diventare poi illustratore, prendeva spunto dalla scena di un film di Nanni Moretti, Palombella rossa, e più precisamente il piano sequenza finale quando i bambini fanno le docce e vengono poi asciugati dalle mamme.

E ora invece, chi ti piace?

Al momento credo che il mio preferito sia David de las Heras, con il suo bellissimo stile pittorico.

C’era una volta la pagina bianca: ti spaventa? Da cosa inizi, come nasce una tua illustrazione?

Devo dire che mi spaventa raramente, dire da dove inizio è difficile, a volte dopo un attimo ho già l'immagine completa in mente, altre volte il disegno procede abbastanza istintivamente e quindi non ho quasi il tempo di pensare se mi sta riuscendo qualcosa di buono o meno, però diciamo che non è un processo che ritengo problematico, fortunatamente. l'unica cosa che mi spreme mentalmente è quando lavoro agli editoriali concettuali, ma quelli di base hanno un processo di lavorazione che deve funzionare in quel modo.

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Cosa ascolti (o guardi!) mentre sei al lavoro?

I podcast o lezioni parlate o audiolibri li evito perchè purtroppo o lavoro o ascolto, non mi riesce di fare le due cose contemporaneamente. Quindi ascolto solo musica, rigorosamente da Youtube, dove trovo cover, registrazioni inedite le mie canzoni preferite, che ho consumato nelle versioni slow & reverb che mi sembrano quindi roba nuova o semplicemente i miei ascolti preferiti, sono abbastanza monotono e nell'ultimo (lungo) periodo mi sono ascoltato solo Ethel Cain e la colonna sonora di Stranger Things, poi ovviamente, visto che c'è la riproduzione automatica, parte anche altro fortunatamente.

Ti fanno più paura gli squali, i ragni o l’intelligenza artificiale?

L'intelligenza artificiale è più una noia al momento, gli squali dovrei cercarmeli e quindi rispondo i ragni, se sono abbastanza spaventosi di aspetto.

Marie Kondo sarebbe fiera della tua scrivania, o il tuo piano di lavoro è punk come insegna ZeroCalcare?

Lavorando solo in digitale dovrei trovarmi tranquillamente dalla parte di Marie Kondo ma riesco comunque a creare abbastanza caos sulla scrivania per restare simpatico a ZeroCalcare.

Da oggi entrano nel catalogo illustation XX tue nuove illustrazioni. Qual è quella che al momento ti rappresenta di più? Ti va di raccontarcela?

Sicuramente "The sun won't set", quella con i ragazzini in BMX, la più rappresentativa del mio immaginario e quella che rappresenta meglio il mio modo di lavorare che fondamentalmente è cercare di rappresentare in un fermo immagine, come fosse preso dalla sequenza di un film, il momento esatto in cui si sentono le emozioni, che nel caso specifico sono le sensazioni del lato bello dell'adolescenza e dell'estate addosso. 

Se "The sun won't set" fosse una canzone, quale sarebbe?

Forse non è l'associazione più solare che ti posso fare, visto che c'è una vena malinconica, ma se devo pensare ad una canzone, mi viene in mente solo "1979" degli Smashing Pumpkins, anche se qui, nell'illustrazione, siamo un attimo prima della malinconia ed è ancora tutto bello.