Da chi hai preso spunto per il tuo primissimo disegno?
Sicuramente dai film Disney: io super fan di tutte le principesse. Fermavo le VHS e copiavo i personaggi direttamente dallo schermo. La videocassetta de La Bella e la Bestia l’ho praticamente consumata.
Alle medie poi ho avuto un’insegnante fantastica che ci faceva copiare le opere degli artisti. Mi sono innamorata di Modigliani: con pochissime linee riusciva a trasmettere una sensualità incredibile. L’ho portato anche alla tesina di terza media, ero fierissima di quel disegno. Chissà se esiste ancora… ma forse è meglio lasciarlo nei miei ricordi da quattordicenne.
E ora invece, chi ti piace?
Qui potrei andare avanti ore, ma dico Malika Favre, Jaques & Lise, Tom Haugomat, Tania Yakunova… e tanti altri.
C’era una volta la pagina bianca: ti spaventa? Da cosa inizi, come nasce una tua illustrazione?
Il foglio bianco non mi spaventa, per me è un mare di possibilità.
Quando disegno per me, tutto nasce da un bisogno di tirare fuori emozioni: spesso le mie illustrazioni sono lo specchio di quello che sto vivendo, una specie di diario visivo. Quando invece lavoro su commissione parto sempre dalle parole: appunti, mappe mentali, frecce ovunque e schizzi bruttissimi che capisco solo io.
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